Sapone Non Sapone - Syndet - Vantaggi e Uso Corretto

In questo articolo ti parlo del sapone non sapone (o Syndet), illustrandone tutte le caratteristiche, le proprietà e i vantaggi rispetto al sapone tradizionale.

Sapone Non Sapone

Indice Articolo

Cosa Sono

I saponi sono un elemento fondamentale della nostra beauty routine quotidiana; sappiamo infatti che una pelle pulita rappresenta il primo passo verso una pelle più bella e soprattutto sana. Tuttavia, occorre scegliere i prodotti giusti perché purtroppo anche i saponi, se troppo aggressivi, possono causare problematiche cutanee da non sottovalutare.

In linea generale, i saponi servono per detergere la superficie cutanea, eliminando tutte le impurità che accumulandovisi possono occludere i pori e impedire il corretto ricambio cellulare. Purtroppo, però, un uso improprio dei saponi o la scelta di una tipologia non adatta al proprio tipo di pelle, possono alterare la naturale barriera epidermica e di conseguenza il pH cutaneo, finendo per attentare al suo benessere anziché favorirlo.

I saponi non saponi, anche chiamati saponi sintetici o Syndet (dall'inglese Synthetic Detergents), sono ottenuti mediante una reazione di saponificazione diversa rispetto a quella dei comuni saponi e possono avere pH acido o neutro a seconda delle proprie esigenze. Essi quindi risultano più delicati sulla pelle pur esercitando in modo ottimale la loro funzione di detergenza e pulizia.

Vediamo ora le caratteristiche principali di questi saponi non saponi e come orientarsi nella scelta, partendo dal presupposto che, in condizioni cutanee particolari, il primo passo è sempre quello di chiedere consiglio al proprio dermatologo.

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Approfondimento

Il pH della Pelle

Negli spot pubblicitari, quando si parla di saponi e detergenti, sentiamo spesso nominare questo fantomatico pH cutaneo. Ma di cosa si tratta?

Cos'è il pH

Convenzionalmente il pH è un valore che fa riferimento all'acidità (o alla basicità) di una soluzione acquosa. Esso oscilla tra 0, o massima acidità, e 14 che invece rappresenta la massima basicità; il valore intermedio 7 è sinonimo di una soluzione neutra che corrisponde ad esempio all'acqua pura. Semplificando potremmo definire quindi acida una soluzione con pH inferiore a 7, mentre sarà basica quella con un pH superiore a tale cifra.

pH cutaneo

Il pH naturale della pelle è tendenzialmente acido e in genere oscilla tra 4.2 e 5.6. Non tutte le pelli infatti hanno il medesimo pH e può capitare anche che a zone del corpo diverse, corrispondano valori di acidità differenti.

A influenzare il pH possono concorrere numerosi fattori:

  • Esterni: alimentazione, clima, inquinamento, patologie, saponi e cosmetici, farmaci.
  • Interni: barriera lipidica, sudorazione, sesso, età, secrezione sebacea, flora batterica, ormoni.

Per fare alcuni esempi, gli uomini di solito presentano un pH più acido rispetto alle donne, mentre anziani e bambini tendono ad avere una cute più basica; allo stesso tempo, le aree del corpo più soggette a sviluppare umidità, come le ascelle, la piega del seno o dell'inguine e lo spazio tra le dita dei piedi, hanno valori di pH più alti rispetto ad altre.

Funzioni del pH cutaneo

Veniamo ora alla ragione per cui questo valore risulta così importante per il benessere della cute.

Il pH contribuisce a proteggere la pelle da batteri e microrganismi nocivi e al tempo stesso favorisce le condizioni ideali per la sopravvivenza della naturale flora batterica cutanea, nonché per l'attività di alcuni utili enzimi.

Non a caso, le pelli atopiche, irritate o che tendono a sviluppare eczemi, hanno valori di pH più alti della norma e vanno quindi trattate con detergenti e prodotti specifici. Per questa stessa ragione, i saponi classici non sono sempre la scelta migliore, poiché a contatto con l'acqua sviluppano un pH cosiddetto alcalino, con valori anche molto alti, tra il 9 e il 10.

Come si misura il pH

Per individuare il pH di un sapone, o di un cosmetico in generale, si possono usare diversi metodi. Il più semplice e conosciuto è quello delle cartine tornasole, strisce di carta che, una volta immerse nella soluzione da esaminare, cambiano colore: generalmente, il rosa corrisponde ad un pH acido, mentre il blu indica la controparte basica.

Altre metodologie prevedono l'utilizzo di particolari strumenti elettrici o digitali.

Caratteristiche

Per comprendere le proprietà dei saponi non saponi e come si differenziano dagli altri, dobbiamo prima di tutto capire come viene prodotto il sapone e da cosa è costituito. Come sappiamo, infatti, in commercio esistono svariate tipologie di sapone che si differenziano per l'appunto per gli ingredienti utilizzati nel già citato processo di saponificazione.

Chimicamente, il sapone è un tensioattivo anionico, ovvero il prodotto della reazione tra una base forte, caustica o corrosiva (come la soda caustica ma non solo) e un acido grasso. Ciò che deriva da questa reazione è una sostanza in grado di sciogliersi in acqua ma anche a sua volta di sciogliere lo sporco unto e grasso.

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Curiosità

Sembra che circa il 90% dei problemi della pelle sia da attribuire alla scelta del sapone sbagliato nell'uso quotidiano.

Tipi di sapone

Al giorno d'oggi esistono numerose tipologie di saponi che si differenziano per:

  • La base forte: originariamente nella fabbricazione del sapone si utilizzavano le ceneri ottenute dalla combustione di piante, diverse a seconda della zona in cui ci si trovava. Queste ceneri erano note come soda sebbene non avessero nulla a che fare con la soda caustica bensì con il carbonato di sodio. Tuttavia, si trattava di un ingrediente piuttosto costoso che faceva quindi lievitare il prezzo del prodotto finale. Fortunatamente, nel XIX secolo, grazie a Leblanc prima e Solvay in seguito, si scoprì un metodo per ottenere il carbonato di sodio dal sale da cucina; questo procedimento diede un'enorme spinta al mercato del sapone che divenne nettamente più economico.
    Ad ogni modo, il sapone tradizionale impiega come base forte l'idrossido di sodio - o soda caustica - per il prodotto solido, l'idrossido di potassio o potassa per il sapone molle, o infine l'idrossido di litio, utilizzato però soprattutto in ambito industriale.
  • L'acido grasso: com'è facile intuire, a seconda della reperibilità e della zona di produzione, l'acido grasso impiegato poteva essere di origine animale o vegetale. Le popolazioni arabe, ad esempio, utilizzavano olio di oliva e olio di alloro nella produzione del ben noto sapone di Aleppo; sempre l'olio d'oliva è alla base dei saponi di Marsiglia e di Castiglia. A base di grasso animale erano invece i primi saponi inglesi e quelli prodotti in Italia ai tempi delle nostre nonne e bisnonne. L'olio vegetale, infatti, era troppo prezioso e costoso per poterlo “sprecare” nella creazione del sapone. A questo scopo, dunque, si utilizzavano gli scarti della lavorazione della carne, principalmente suini od ovini a seconda della zona di provenienza.
  • La consistenza: ben più immediata è la differenziazione dei saponi tra quelli di tipo solido, liquido o a metà tra i due. Come abbiamo già visto, i saponi solidi sono ottenuti dalla soda caustica e possono avere forme e colori differenti a seconda dello stampo e degli ingredienti utilizzati per la loro preparazione. Il sapone molle, invece, è a base di potassa caustica e viene impiegato soprattutto come sapone da bucato o come antiparassitario. Infine, oggi sono molto diffusi i saponi liquidi, la cui caratteristica principale è quella di essere costituiti non solo da tensioattivi anionici, come il sapone tradizionale, ma anche cationici o non ionici.

Esistono poi altri tipi di sapone, che si distinguono per l'area geografica di provenienza o per il colore, o anche per l'aggiunta di altre sostanze alla miscela di base. Abbiamo già citato ad esempio il sapone di Aleppo e quello di Marsiglia, ma esiste anche il sapone nero di origine marocchina, particolarmente indicato per esfoliare la cute, o quello allo zolfo, dalle proprietà purificanti e astringenti.

Curiosità

All'epoca delle nostre nonne per fare il bucato si impiegava un composto noto come liscivia, ottenuto mettendo a bollire in acqua la cenere o il carbone di legna. La liscivia aveva proprietà sgrassanti e sbiancanti ma era anche irritante per la pelle e spesso, purtroppo, veniva sfruttata nella realizzazione casalinga del sapone.

Saponi non saponi

I classici saponi a cui siamo abituati e che troviamo abitualmente al supermercato o in profumeria hanno purtroppo lo svantaggio dell'elevata alcalinità, che a lungo andare può rivelarsi controproducente per il benessere della pelle. Come abbiamo già anticipato, inoltre, le pelli sensibili o facilmente irritabili spesso si trovano già in condizioni di pH più elevato, che l'uso dei comuni saponi può ulteriormente peggiorare.

Ecco perché sono stati inventati i cosiddetti saponi non saponi o saponi sintetici (Syndet), dermocompatibili poiché più simili al pH fisiologico della cute. Vengono definiti “non saponi” dal momento che non derivano dal processo di saponificazione descritto in precedenza, ma sono ricavati sinteticamente.

Il risultato è un insieme di tensioattivi, non solo anionici quindi, ma anche anfoteri e non ionici, il cui pH può essere modulato secondo le esigenze. Aggiungendo alcuni particolari ingredienti, infatti, i saponi non saponi presentano valori che spaziano da 3.5 fino al neutro 7 e si prestano quindi ad essere utilizzati dalle pelli sensibili o con problematiche particolari.

Nota bene

I tensioattivi anfoteri migliorano le qualità di quelli anionici poiché proteggono la pelle e svolgono un'azione antimicrobica.

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Proprietà e Vantaggi

I benefici dei saponi non saponi

Riassumendo, possiamo dire che i saponi non saponi o Syndet offrono i seguenti benefici:

  • Aiutano a mantenere o a ristabilire il naturale equilibrio della pelle, poiché non intaccano la barriera cutanea né il pH.
  • Evitano la comparsa di rossori o irritazioni in quanto detergono più delicatamente rispetto ai saponi tradizionali.
  • Non sono tutti uguali, pertanto si adattano alle singole necessità dei diversi tipi di cute.
  • Evitano l'effetto pelle che tira subito dopo il lavaggio;
  • La loro azione non risente della presenza di acque dure.

Attenzione

Una considerazione è d'obbligo: la detersione cutanea, con QUALUNQUE prodotto venga effettuata, di base altera l'equilibrio cutaneo, poiché oltre allo sporco toglie dalla superficie sostanze utili. Tuttavia, di norma, la pelle riesce a ripristinare il proprio pH dopo un periodo di tempo che varia da pochi minuti a qualche ora al massimo in base a diversi fattori:

  • Tipologia di sapone (più o meno alcalino);
  • Lunghezza dell'esposizione, ossia quanto a lungo il detergente è rimasto a contatto con la pelle (da qui l'importanza del risciacquo!);
  • Frequenza dei lavaggi: la detersione è importante ma non esageriamo;
  • Quantità di sostanze utili al naturale film idrolipidico rimosse (meglio non strofinare con eccessivo vigore);
  • Quantità di prodotto utilizzato.

Curiosità

Paradossalmente, poco sapone, anche se a pH alcalino, può fare meno danni di tanto detergente a pH neutro o leggermente acido.

Ingredienti

Quando si parla di saponi sintetici o Syndet, si tende a pensare che possano essere nocivi per la pelle poiché meno “naturali” dei saponi tradizionali. In realtà non è così. Non solo la base lavante dei saponi non saponi è più delicata, ma possono contenere anch'essi ingredienti funzionali di vario tipo ed estratti vegetali. A seconda delle sostanze impiegate, inoltre, potremo avere saponi non saponi ad azione sebonormalizzante, idratante, emolliente o rinfrescante.

Tra gli ingredienti più utilizzati troveremo:

  • Surgrassanti: si tratta di sostanze che restituiscono alla cute i lipidi di cui ha bisogno. Può trattarsi di derivati della lanolina oppure di grassi di origine vegetale come l'olio di borragine o di mandorle dolci.
  • Amido di riso: è forse l'ingrediente più diffuso nei saponi non saponi per la sua estrema delicatezza e dermocompatibilità, che lo rendono perfetto anche per la detersione della pelle dei bambini.
  • Acido ialuronico: se la pelle ha bisogno di idratazione, l'acido ialuronico è la sostanza più adatta a richiamare e trattenere l'acqua sulla superficie cutanea, evitando così episodi di secchezza e prurito.
  • Acque termali: svolgono un'azione cosiddetta cheratoplastica, che favorisce cioè la rigenerazione cellulare e la riparazione delle zone di cute alterata, ripristinando la morbidezza, l'elasticità e la lucentezza di una pelle sana.
  • Allantoina: ha una funzione simile a quella delle acque termali, ossia agisce come riepitelizzante, antiinfiammatorio e anti-arrossamento. Il suo uso è particolarmente indicato per attenuare inestetismi quali brufoli, rughe, ustioni e cicatrici.
  • Collagene: anche nei saponi non saponi non può mancare l'ingrediente per eccellenza più ricercato nei prodotti antietà; il collagene infatti aiuta a sostenere la cute e a mantenerla giovane e tonica. Ma attenzione, non è indicato solo per le pelli mature ma anche per prevenire i segni dell'invecchiamento nelle pelli giovani.
  • Pantenolo: è l'ingrediente ideale per le pelli secche ed irritate; possiede infatti sia proprietà idratanti che emollienti e lenitive, rivelandosi adatto a trattare anche alterazioni cutanee come lesioni, ulcere o ragadi.
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